De Toekomst in olandese significa futuro. Letteralmente. Non è un caso che proprio così si chiami anche il fulcro dell'attività giovanile dell'Ajax, da sempre società all'avanguardia nel processo di crescita (prima) e valorizzazione (poi) delle nuove leve, prim'ancora che il termine cantera finisse sulla bocca di tutti, spesso a sproposito. E proprio sul campo centrale, la formazione B1 dei lancieri, composta da elementi nati nel '95 e nel '96, ha sollevato durante il weekend pasquale la terza edizione della Aegon Future Cup, trofeo organizzato proprio dall'Ajax e cui hanno preso parte squadre come Barcellona, Bayern Monaco, Manchester United e Milan. Un successo, quello della squadra guidata dall'ex giocatore di Feyenoord e Vitesse Orlando Trustfull, arrivato al termine di una maratona da cinque gare in tre giorni e culminata con la folle vittoria sul Manchester United, con i lancieri passato dallo 0-2 al 2-2 fino al trionfo ai calci di rigore, dopo che nella mattinata, in semifinale, il portiere Bijl era risultato decisivo, sempre dagli undici metri, contro il Barcellona. Ecco, allora, qualche nome da tener d'occhio dopo la rassegna olandese riservata agli Under 17.Stan Bijl (Ajax) portiere, classe 1995 - E' sua una buona fetta del successo finale, con il Barcellona para due rigori nella serie finale e trasforma quello decisivo con una freddezza inaspettata
Damian van Bruggen (Ajax), difensore centrale, 1996 - Capitano e leader dei lancieri, testa alta nell'uscire palla al piede dalla difesa per impostare, va a riprendere lo United con il gol che sancisce i calci di rigore nella finale.
Jake Cooper (Manchester United), difensore centrale, mediano, 1995 - Andatura dinoccolata, difensore diesel che in progressione sa creare superiorità numerica e scompiglio nelle difese avversarie. Forte di testa, ma non solo.
Ben Pearson (Manchester United), centrocampista centrale, 1995 - Una mononucleosi gli ha fatto saltare mezza stagione, ad Amsterdam ha tenuto in piedi la mediana dei Red Devils con intelligenza e senso della posizione.
Branco van der Boomen (Ajax), interno, 1995 - Nazionale oranje U17, può giocare sia da playmaker nel dogmatico 4-3-3 di casa Ajax che come mezzo sinistro, senza che la sostanza cambi. Gladiatore con i piedi buoni, gran senso dell'inserimento.
"Pau" Otero Casas (Barcellona), centrocampista centrale, 1995 - Capitano per l'assenza di Roger nella finale per il terzo posto, uscito dalla stessa fabbrica che sforna i Guardiola e i Xavi: baricentro basso, testa alta, passaggio corto in appoggio o lungo sui piedi. Regista alla catalana.
Maximiliano Brian Rolon "Maxi" (Barcellona), esterno offensivo, 1995 - Chi rimpiange i vecchi tempi adducendo al fatto che le ali di una volta non esistano più dovrebbe dare un occhio a questo tecnicissimo brevilineo che porta il sette sulle spalle. Avrebbe di che consolarsi.
Julian Green (Bayern Monaco), attaccante, 1995 - Stecca la finalina di consolazione, resta il punto di riferimento di una Bayern al solito quadrato. Cinico come si chiede ad un attaccante, bravo anche in fase di costruzione. Buon fisico.
Mats Daehli (Manchester United), trequartista, 1995 - Con lui in campo è tutto un altro United. Tipico esempio di fantasista britannico, fisico alla Paul Merson, capello rosso e fantasia da vendere. Specialità, i calci di punizione.
Munir El Haddadi Mohamed (Barcellona), attaccante, 1995 - Punta centrale, tecnicamente dotatissimo, fa scintille in duetto con Maxi. Origini marocchine, mezzi fisici imponenti, deve solo mettere un freno alle individualità.
Queensy Menig (Ajax), attaccante, 1995 - Mvp del torneo a ragion veduta, punta di diamante della manovra ajacide, sfrutta al meglio gli assoli di Sheraldo Becker e le combinazioni con il "gemello" Elton Acolatse. Fiuto del gol impressionante.
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